Lerici è un luogo unico ancora da scoprire per le sue spiagge e le sue caratteristiche antiche e moderne (Liguria-Italy).
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LA PERLA DEI POETI
Insenatura di Fiascherino. Borgo di Tellaro. I carrugi liguri ripresi da apprezzati pittori locali. Lerici – P.zza Garibaldi. Lerici – P.zza Garibaldi. Oratorio del borgo di Tellaro. Scorcio paesaggistico da una via storica di Lerici: Salita Canata. Spiaggia di Lerici. Spiaggia “Eco del Mare”. Finestra sul mare. Il mare in festa in occasione del patrono di Lerici, S. Erasmo. Borgo di Tellaro.
Insenatura di Fiascherino.
Borgo di Tellaro.
I carrugi liguri ripresi da apprezzati pittori locali.
Lerici – P.zza Garibaldi.
Lerici – P.zza Garibaldi.
Oratorio del borgo di Tellaro.
Scorcio paesaggistico da una via storica di Lerici: Salita Canata.
Spiaggia di Lerici.
Spiaggia “Eco del Mare”.
Finestra sul mare.
Il mare in festa in occasione del patrono di Lerici, S. Erasmo.
Borgo di Tellaro.
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La “Perla dei poeti” nello scrigno di Lerici
Lerici è uno scrigno tutto da scoprire.
Storia, tradizione, benessere ambientale e cucina tipica sono titoli propri, che fanno di questo un luogo unico e ancora da scoprire per le sue caratteristiche antiche e moderne.
Anche se il maggior fulgore di Lerici si colloca nel XIII sec, quando era una fortezza contesa tra le repubbliche marinare di Genova e Pisa, quale scorta avanzata di difesa, già dal secolo precedente Lerici era nota come scalo marittimo, un importante punto di snodo verso Roma, Gerusalemme e Compostela per pellegrinaggi e scambio di merci, tra il nord europeo e i commerci marittimi mediterranei.
Dagli atti storici e dalle opere dei grandi classici, sappiamo che Lerici è menzionata da Dante (nel Purgatorio) e da Boccaccio che ambienta nel fortissimus Eryx la dimora della dea Atena, che ricercava il frutto degli oliveti lericini.
Attraverso i secoli, viene eletto luogo ideale per ospitare convegni culturali e di pace, kermesse di politici, economisti e della finanza, meeting di studiosi, un tempo anche per accordi sul traffico del sale fino ai commerci di tele e tessuti serici.
Oltre al Castello di San Giorgio, altri luoghi antichi rendono turisticamente interessante la vetustà urbanistica lericina.
Che fanno splendente Lerici, antico borgo di mare, ora magnifica cittadina, sono le bellezze naturali, le macchie del verde spontaneo e gli oliveti, il mare azzurro, il dolce clima, il cielo, la quiete e una cucina che sposa le specialità liguri con quelle di un lembo dell’alta Toscana occidentale carrarese e i territori confinanti di Parma e Reggio Emilia: ‘cratere’ del prosciutto, del salame e insaccati d’arte norcina secolare, formaggio parmigiano-reggiano, lambrusco, cappelletti e tortelli di zucca.
Prodotti che “fanno impazzire il mondo”, gioie irrinunciabili per gli scopritori di questa terra gagliarda tra il ‘Golfo dei poeti’ e l’entroterra ligure e tosco-emiliano.
Poeti e scrittori, da secoli, hanno imparato ad amare Lerici: non solo P. B. Shelley e G. G. Byron che qui ricercarono ispirazioni romantiche e benessere agli inizi dell’800.
Sono diventati luoghi prediletti di tante personalità del pianeta culturale, come il drammaturgo Sem Benelli che battezzo Lerici “Gonfo dei poeti”, la scrittrice G. Sand e, nel Novecento, F. von Richthifen con D.H. Lawrence, la A. Vivanti con G. Carducci.
E più avanti capitò a Lerici anche G. D’Annunzio, E. d’Orczy, M. Soldati e A. Bertolucci.
Non a caso, l’abitazione unica in Lerici, che presentiamo, è stata battezzata la “Perla dei poeti” in omaggio ai ‘grandi’ poeti, scrittori, letterati, uomini di cultura e dell’arte che hanno amato quest’angolo di paradiso del Mediterreo, culla della nostra civiltà.

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